Intervista al Manager della Gis Andrea Rampin

Intervista al Manager della Gis Andrea Rampin

Operazione “Security Danger”

Intervista al  Security Manager della G.I.S. di Padova Andrea Rampin.
Il quotidiano del Mattino di Padova ha chiesto un parere al noto Manager  che lavora da anni sul territorio del Veneto.

Riportiamo l’intervista integrale pubblicata sul sito ed il giornale del Mattino Di Padova il 29 Gennaio 2019.

 

“Ci chiedono prezzi sempre più bassi.
Questo porta a storture”

«Nel nostro lavoro conoscere bene la lingua italiana, saper comunicare, avere una formazione specifica sulla sicurezza e sull’anti-incendio. Queste società che operano in modo irregolare non fanno che danneggiare un mondo che già deve sopportare molti pregiudizi».

Così Andrea Rampin, responsabile per il Veneto della Gis (Global Investigation Service, una della aziende più note di sicurezza per eventi), commenta l’operazione “Security Danger” dei carabinieri di Reggio Emilia.

«Da anni siamo chiedendo una legislazione ancora più precisa sul nostro settore, anche se passi avanti sono stati fatti – chiarisce ancora Rampin – Ma spesso chi legifera non conosce il nostro mondo, non sa le difficoltà che si incontrano. Dovrebbero ascoltarci più spesso e confrontarsi con noi, anche per evitare situazioni come quella scoperta dalle forze dell’ordine».

Secondo l’esperto di security dei grandi eventi la situazione emiliana è una conseguenza delle pressioni del mercato: «Non si può pretendere di avere dei professionisti a prezzi bassissimi – spiega – Invece da un po’ di tempo c’è una corsa a giocare costantemente al ribasso. Ultimamente ci scontriamo con realtà che propongono servizi a prezzi davvero troppo bassi».

Per lavorare nel campo della sicurezza infatti una persona deve aver partecipato almeno a un corso di formazione e avere un tesserino di riconoscimento.

«Serve formazione e ci sono strumentazioni importanti come i metal detector. Insomma i costi sono molto alti – sottolinea l’esperto – Non si possono catapultare gli operatori senza neppure istruirli su come operare. Il problema è che in Italia si aspetta sempre il morto o la tragedia per intervenire.
Stavolta fortunatamente le forze dell’ordine hanno scoperto prima una situazione che poteva portare a dei grossi rischi».

Da parte degli operatori del settore la richiesta è quella di un dialogo continuo con le istituzioni: «Siamo pronti a partecipare a tutti i tavoli possibili, anche grazie alla nostra associazione, l’Aiss, e al suo presidente Franco Cecconi».

C.MAL.

Link per leggere l’intervista sul Mattino di Padova

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